American way of life

American way of life fa riferimento a quell’insieme di idee e movimenti che sostengono l’importanza del concetto di identità nazionale proprio degli Stati Uniti d’America, che intende aderire ai principi di Vita, libertà e ricerca della felicità.
In sintesi il sogno americano che comprende qualsiasi aspetto della cultura, degli usi e dei costumi del popolo statunitense.

La moda americana ha influenzato enormemente la cultura europea, attraverso senza ombra di dubbio la televisione. Come ad esempio il chiodo nero che ancora oggi è un capo che domina sulle passerelle dei maggiori stilisti e spopola tra le nuove generazioni. Decollò sulla scena cinematografica con Marlon Brando negli anni ’50, stile da motociclista e aria da duro, viene indossato da John Travolta nei panni dell’affascinante rubacuori Danny Zuko in Grease; Vivienne Westwood, negli anni ’70, spalanca le porte del mondo della moda facendo diventare questo capo graffiante uno dei più glam della storia.

E’ il caso Preppy Style, quella degli studenti della Ivy League e degli school boy degli anni ’50 che frequentavano le scuole più prestigiose e indossavano capi casual e sportivi. Il preppy più che essere un modo di vestire è uno stile di vita, un modo di essere, è da sempre infatti indicatore di alta classe. Riprende lo stile dei college americani, dei ragazzi altolocati, e prevede  indumenti dai toni caldi.

In Europa si avverte il fascino del mondo americano e mai come allora le mode invadono il mondo. Dai teenagers ci giungono i jeans, che usati fin dalla metà del’Ottocento dagli operai, vengono lanciati nelle università americane, le t-shirt, il look trasandato e molta brillantina in testa. Anche Elvis Presley con il suo rock ‘n’ roll e le sue movenze provocatorie entusiasma e infiamma i giovani. Per non parlare dello stile hippy che ha dominato nel corso degli anni 70.

Tutte mode che, volta per volta, vengono riproposte e rivisitate dagli stilisti e riscuotono enormi successi tra il pubblico.

“Il moderno invecchia; il vecchio ritorna di moda.”
Leo Longanesi, La sua signora, 1957

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